8 agosto 2008: Terre Sonore, secondo appuntamento. Carl Palmer Band
Un mito vivente della batteria è tra noi per suonare i più bei brani di EL&P!
Domanda: è possibile rimpiazzare Keith Emerson e i suoi grattacieli di tastiere con un chitarrista, perdipiù giovanissimo? Personalmente avrei risposto "assolutamente NO!" se non avessi visto questo concerto.
L'impatto iniziale quindi è stato di scetticismo, ma è durato poco, neanche il tempo di una canzone: Paul Bielatowicz ha ammaliato il pubblico con una tecnica ed un suono veramente grandioso della 6 corde Paul Reed Smith. Qui il suo Myspace
Le parti di basso elettrico a suo tempo suonate da Greg Lake sono state affidate a Stuart Clayton, bassista anch'egli giovanissimo ma molto preciso ed elegante... peccato il suono fosse impastato da un impianto audio non all'altezza della serata. Doveroso rendergli merito con questo:
Grande concerto, energia a mille di Palmer, alla faccia dei 60 anni suonati (letteralmente! :-P)
La parte migliore è iniziata senz'altro quando il pubblico, con un gesto liberatorio, si è alzato in piedi ed ha raggiunto il palco, con grande goduria di tutti, artisti in primis, che hanno dato fondo a tutte le energie rimaste per il gran finale con un assolo memorabile del 'vecchietto' che ha dato dimostrazione reale della fisicità della batteria, suonandola con tutte le parti del corpo che gli venivano a mente e da tutte le angolazioni: un vero arcobaleno sonoro!
Bello, bello, bellissimo: grande rock, grande Carl Palmer! Ottima scelta della direzione artistica.
Terre Sonore: Carl Palmer Band
Etichette: musica, Ozieri, Terre Sonore
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