c'è poco da scherzare o seguire la scia del facile ottimismo: guerre, crisi, sconforto. Personalmente mi accontenterei di un "Buon anno", senza troppe parole vuote o desideri impossibili, senza strafare. Un anno dimesso, anche e per rispetto di chi se la passa veramente male a causa di quanto premesso.
Voglio condividere un augurio bello, forte e semplice come può esserlo la nostra lingua:
Tres augurios mannos:
su primu pro una vida chena affannos,
su segundu pro amistade chena ingannos,
s'urtimu, pro nos bidere a chent'annos!
Buon 2009, almeno buono...
Buon 2009, almeno buono...
Pubblicato da
Alasola
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